psicologia

Clubhouse: punto di vista psicologico e prime impressioni

Perchè questo social incuriosice così tanto?

Sono entrata in questa app il primo febbraio.

In questa prima serata c’erano molte stanze incentrate sul marketing. Stanze molto grandi, si parla di più di 100 persone, dove è quasi impossibile prendere parola. L’unica stanza interessante che ho trovato è stata una americana che parlava di ‘mindset shift’, ovvero si parlava della mentalità della vittima e come iniziare a credere di più in se stessi, il tutto accompagnato anche da esperienze personali dei partecipanti dove tutti man mano prendevano parola, quindi era stato pensato un po’ come un gruppo di auto-aiuto.

Sempre la stessa sera sono entrata in una stanza italiana, ma poco dopo tempo sono uscita perchè:

  1. veniva solo denigrato il lavoro di altre persone
  2. parlavano solo i moderatori senza far intervenire i partecipanti
  3. l’ho trovato un metodo di autocelebrazione e autopromozione

Quindi diciamo che nella prima serata l’impressione non è stata molto buona.

Dal 2 febbraio invece ho partecipato attivamente a varie conversazioni prendendo anche parola.

Partiamo dai PRO:

  1. Ci sei tu con il tuo valore, con il tuo sapere. Chiunque può creare una stanza e di conseguenza poter condividere la propria passione e confrontarsi con altre persone interessate.
  2. Potrebbe essere un social inclusivo nei confronti delle persone ipovedenti, che attraverso la voce possono esprimersi come non riuscirebbero a fare su altre piattaforme.
  3. Mi entusiasma la possibilità di interagire direttamente con professionisti di un determinato ambito, cosa non sempre possibile su altre piattaforme.

Passiamo ai contro.

E’ brutta la sensazione di non avere feedback visivi da parte dell’interlocutore.

Partiamo dal presupposto che il linguaggio non verbale influisce sul messaggio comunicativo circa il 55%. Per linguaggio non verbale si intende ad esempio, i gesti, l’espressione facciale, la postura, i segnali spaziali e il contatto visivo, quindi tutto quello che inconsapevolmente facciamo con il corpo.

Questo significa che più della metà di quello che diciamo, lo comunichiamo e viene recipito dall’altra persona attraverso il nostro corpo.

Ecco, su clubhouse quando parli con qualcuno vedi solo la sua foto profilo e il nome. Basta. Mentre parli non ricevi feedback se quello che stai dicendo viene compreso, non sai se è recepito nel moto giusto e non riesci nemmeno a trasmettere le tue emozioni e il tuo atteggiamento alle altre persone.

Inoltre lo sguardo è una parte fondamentale dell’espressione globale del volto ed è molto espressivo. Gli occhi sono la parte del nostro corpo che viene guardata di più durante le interazioni e svolge un ruolo molto importante nel comunicare atteggiamenti interpersonali e nell’instaurare rapporti. Infatti ho notato anche questo, ovvero nonostante si riesca a parlare con un’altra persona, non si riesce a costruire un legame, un rapporto, è tutto molto più freddo.

Ovviamente tutto questo discorso influisce in modo diverso da persona a persona. Ci sono tanti fattori da prendere in considerazione, ad esempio la personalità. Una persona introversa o altamente sensibile sentirà maggiormente questa mancanza del linguaggio non verbale, perchè nelle conversazioni normali presta molta attenzione a questo aspetto rispetto ad una persona più estroversa.

Capiamo bene in questa applicazione viene tolta una parte molto molto importante della comunicazione.

Se invece si guarda a Clubhouse come a una piattaforma dove ascoltare i discorsi degli altri e basta, senza interagire e senza prendere la parola, allora lo vedo più come una perdita di tempo. Ci sono conversazioni che durano anche più di 1 ora e qui entra in gioco la FOMO, ovvero la paura di perdersi qualcosa di importante e di conseguenza non riuscire a chiudere l’applicazione, togliendo del tempo prezioso ad altre attività più importanti.

Secondo me Clubhouse alimenta la fomo più di altri social. Perchè pensiamo alle storie di IG, anche se non le guardi subito hai 24h per poterle recuperare prima che si eliminino per sempre. Su Clubhouse invece niente viene registrato o salvato, una cosa che è stata detta un secondo prima viene perduto per sempre. E chi non è in grado di darsi dei limiti, di gestirsi il tempo, di gestire in modo consapevole tutti i social, potrebbe essere un problema, potrebbe portare a una “dipendenza” verso questo social.

Un altro punto negativo è il fatto che al momento non è un’applicazione accessibile da tutti. Al momento è disponibile solo per chi ha iPhone e si può entrare solo tramite invito. Capisco la scelta strategica e tutto quello che volete, ma non lo trovo carino.

In conclusione vorrei dirvi di prestare attenzione alla FOMO, cercate di essere consapevoli del tempo che utilizzate su questa applicazione, così come per tutti gli altri social, perchè appunto il rischio è di perderci delle ore preziose se non ci diamo dei limiti.

Se ti va, fammi sapere cosa ne pensi di Clubhouse nei commenti! 🙂

4 pensieri su “Clubhouse: punto di vista psicologico e prime impressioni”

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